Chi erano gli Ospitalieri

Breve storia dell’Ordine degli Ospitalieri

 

Per parlare di questo Ordine tutt’ora vigente dobbiamo fare un salto a ritroso nella storia,squarciare le nebbie del tempo all’incirca nel XI/XII Secolo.

L’Ospedale di S. Giovanni Battista di Gerusalemme, poi di Rodi, poi di Malta, predecessore dell’odierno Sovrano Militare Ordine di Malta, fu fondato, fra il 1070 e il 1080, come ospedale al servizio dei pellegrini dai monaci benedettini di S. Maria Latina di Gerusalemme, la cui gestione fu inizialmente affidata a un laico, forse d’origine amalfitana, Gerardo. Nel 1099, dopo la presa di Gerusalemme da parte dei crociati, l’Ospedale acquisì nuovi possedimenti in città, iniziando a emanciparsi dalla tutela dei Benedettini. Nel 1113, papa Pasquale II ne riconobbe lo statuto quale congregazione religiosa autonoma alle dirette dipendenze della Sede Apostolica e dotata di una serie di beni e ospedali annessi in Terrasanta e in Europa (per esempio, a S. Egidio, Asti e Taranto). L’ospedale gerosolimitano si sviluppò ulteriormente, potendo accogliere fino a mille malati e diffondendosi rapidamente anche nell’Europa occidentale e meridionale. Allo stesso tempo, la Regola benedettina, fino a quel momento osservata dagli Ospitalieri, fu progressivamente sostituita dalla Regola agostiniana, sino alla redazione, all’epoca del maestro Raimondo du Puy (1125-1158), di una Regola propria, influenzata da quella agostiniana e completata nei decenni e poi nei secoli successivi dagli statuti emanati dal capitolo generale dell’Ordine e da altri atti normativi; nel 1480, il maestro Pietro d’Aubusson fece riordinare tutto questo materiale in un corpus statutario unico. Il XII sec., oltre l’emancipazione dell’Ospedale, vide anche la sua progressiva militarizzazione. Questo processo ebbe inizio fra il 1136 e il 1142, quando gli Ospitalieri assunsero la difesa del castello di Bethgibelin e ricevettero dal conte di Tripoli il castello di Crac des Chevaliers. L’Ospedale di S. Giovanni intervenne militarmente nella seconda crociata (1146-1149) e nell’azione condotta, fra il 1164 e il 1169, dal re di Gerusalemme, Amalrico I, in Egitto. Più tardi, gli statuti promulgati dal maestro Ruggero des Moulins, nel 1182, menzionano sergenti e cavalieri all’interno dell’Ordine e, all’inizio del XIII sec., durante il magistero di Goffredo de Donjon (1193-1202) e Alfonso di Portogallo (1203-1206), furono scritti alcuni nuovi statuti che trasformarono l’Ospedale in un Ordine militare vero e proprio, dedito, sull’esempio dei Templari, a tre attività principali: l’assistenza dei pellegrini, dei malati e degli indigenti, la difesa militare della religione cattolica e la propagazione della fede. A differenza dei Templari e dei Teutonici, tuttavia, gli Ospitalieri si dedicarono maggiormente alle attività assistenziali, mantenendo una consistente quantità di ospedali e ospizi in Asia e in Europa e contribuendo alla diffusione delle scienze mediche. Altre differenze riguardarono la Regola ‒ gli Ospitalieri si ispirarono alla Regola agostiniana, gli altri due Ordini a quella benedettina ‒ e il fatto che dell’Ospedale esistette anche un ramo femminile (ebbe dodici conventi femminili in Europa).

Gli Ospitalieri possedevano un ingente patrimonio nel Vicino Oriente, dislocato in più di cinquecento località diverse. A partire dal XII sec. avevano commende, castelli e terre anche nella maggior parte degli stati europei attuali, per esempio nei Regni iberici (dove parteciparono alla Reconquista), in Francia, nell’Impero germanico, negli stati della penisola italiana e in Inghilterra. La grande diffusione dell’Ospedale in Europa spinse alla creazione delle sue suddivisioni geografiche, dette prima “nazioni”, poi, dall’inizio del XIII sec., “lingue”. Le lingue, che erano prima quattro, poi sette e, dal 1462, otto (Alvernia, Francia, Provenza, Inghilterra, GermaniaItalia, Castiglia-Portogallo, Aragona-Navarra), furono a loro volta suddivise in priorati (da ventidue a ventisei in tutto) e questi ultimi divisi in commende locali.

L’Ordine dell’Ospedale fu diretto da un maestro, assistito dal capitolo generale dell’Ordine e da alcuni alti ufficiali come gran commendatore (sostituto del maestro), maresciallo (capo dell’esercito), turcoplier (capo delle milizie ausiliari), ammiraglio (dirigente della flotta), ospitalario (responsabile delle attività assistenziali), infermiere (responsabile dell’assistenza medica dei frati), tesoriere, dapifer (incaricato della logistica e dei rifornimenti) e priore conventuale (responsabile delle celebrazioni religiose). I frati dell’Ospedale si dividevano in diverse categorie, fra cui le più importanti erano quelle dei cavalieri e dei preti, che avevano il diritto di indossare il mantello nero dell’Ordine (rosso durante le spedizioni militari) su cui figurava una croce bianca, prima semplice, poi a otto punte, detta più tardi “croce di Malta”. Questa croce era presente anche sul vessillo rosso dell’Ordine.

All’inizio del XIII sec., l’Ospedale di S. Giovanni approfittò dei disordini che ebbero luogo nel Regno di Sicilia, durante la minore età di re Federico II, per divenire proprietari di importanti possedimenti nel Mezzogiorno. Una volta che il re divenne maggiorenne, gli Ospitalieri, a differenza dei Templari, continuarono a beneficiare del favore del sovrano ‒ che necessitò del loro sostegno diplomatico contro il suo rivale, l’imperatore Ottone IV di Brunswick ‒, acquistando, fra il 1212 e il 1216, nuovi diritti e possedimenti nel Regno. I rapporti fra Federico II e gli Ospitalieri si deteriorarono durante la crociata del 1228-1229, quando i cavalieri, a causa della loro dipendenza diretta dal papa e della loro alleanza con esponenti della nobiltà di Terrasanta avversa all’imperatore, entrarono in conflitto con la politica dello Hohenstaufen; tuttavia questo conflitto ebbe conseguenze meno drammatiche di quanto è stato tradizionalmente presentato dalla storiografia. A partire dal 1220 (v. Assise di Capua) Federico II ordinò una verifica dei privilegi e dei diritti patrimoniali di tutta la feudalità, inclusi gli Ospitalieri. Con le Costituzioni di Melfi, nel 1231, stabilì il divieto di vendita o donazione agli Ordini religiosi (Templari, Ospitalieri). Questo procedimento, che implicò la perdita di alcune proprietà, fu nel suo complesso favorevole all’Ospedale che riuscì, per esempio, ad affermare i suoi diritti sulla Chiesa giovannita di Messina e a recuperare alcuni possedimenti usurpati da privati o confiscati dalla corte. In seguito, fra il 1234 e il 1243, gli Ospitalieri beneficiarono di una serie di privilegi e conferme dei loro possedimenti e diritti nel Mezzogiorno, nell’Impero germanico e in Terrasanta e i loro rapporti con Federico II furono pacifici anche dopo la seconda scomunica dell’imperatore proclamata da papa Gregorio IX nel 1239. Dopo la morte di Federico, durante i regni di Corrado e Manfredi, i cavalieri persero alcuni possedimenti nel Regno di Sicilia a causa delle usurpazioni messe in atto da privati.

Durante il magistero di Ugo Revel (1258-1277), in particolare dopo il 1265, anno dell’arrivo di Carlo I d’Angiò in Sicilia, iniziò una nuova epoca per la storia dell’Ordine, sia nel Mezzogiorno d’Italia che in Terrasanta, dove le ripetute sconfitte militari gli fecero perdere uno a uno tutti i suoi castelli e le sue proprietà terriere. Inoltre, fra il 1256 e il 1261, l’Ospedale era intervenuto, in qualità di alleato dei genovesi, nei conflitti che vedevano contrapporsi, in Terrasanta e nel Mediterraneo, le città marinare italiane. Allo stesso tempo, la sua presenza nel Sud italiano fu rafforzata, dovendo questa regione costituire una base per i rifornimenti dell’Oriente, minacciato dai musulmani. Gli Ospitalieri, guidati dal maestro Giovanni de Villiers, parteciparono strenuamente alla difesa di Acri, nel 1291, e dopo la caduta della città, nel maggio dello stesso anno, ripararono nel Regno di Cipro. In seguito, l’Ospedale tentò di recuperare i possedimenti persi in Terrasanta, partecipò alle vicende politiche interne del Regno di Cipro e, infine, cercò una nuova base per le sue attività nelle isole greche del Mediterraneo. Così, fra il 1306 e il 1310, il maestro dell’Ospedale, Folco de Villaret, conquistò l’isola di Rodi e alcune isole adiacenti, insediandovi il capitolo generale dell’Ordine. In questo modo, l’Ospedale acquisì una nuova autonomia e sicurezza, non dovendo temere di subire la sorte dell’Ordine del Tempio, soppresso nel 1312. Al contrario, gli Ospitalieri recuperarono gran parte delle proprietà che erano appartenute ai Templari, rafforzando così la loro presenza in Europa. A Rodi si creò, grazie alle attività di maestri come Elione de Villeneuve (1319-1346) e Filiberto de Naillac (1396-1421), un vero e proprio stato degli Ospitalieri. Durante il Grande Scisma, quando il maestro Juan Fernández de Heredia (1377-1396) e alcuni dei suoi confrati giurarono obbedienza al papa di Avignone, si verificò una scissione all’interno dell’Ordine; ma, in seguito, Rodi fu uno stato stabile, in cui risiedevano trecento cavalieri dell’Ospedale, e dotato di una potente flotta. Nel XV sec., gli attacchi dei mamelucchi, prima, e degli ottomani, dopo, minacciarono seriamente la sovranità degli Ospitalieri di Rodi. Nel 1522, il maestro Filippo de Villiers de l’Isle-Adam fu costretto ad arrendersi agli ottomani e, nel gennaio dell’anno successivo, gli Ospitalieri abbandonarono Rodi, trasferendosi in Italia. Dal 1530, grazie agli accordi conclusi con Carlo V, il capitolo dell’Ordine elesse la sua nuova sede nell’isola di Malta dove rimase fino all’età napoleonica.

 

La bolla di Papa Pasquale II datata 1113 “Pie Postulatio Voluntatis”riconosce l’Ospedale come Ordine Assistenzialistico e non militare.